03 settembre 2022

Recensione "Non è al momento raggiungibile" di Valentina Farinaccio - Mondadori

 


NON È AL MOMENTO RAGGIUNGIBILE * Valentina Farinaccio * Mondadori * pagg. 180







Quando qualcuno che incontri di persona per la prima volta ti dice che sei molto fotogenica non è un complimento. Vittoria, poco meno di quarant'anni, una relazione finita alle spalle e una riservatezza che sta per diventare solitudine, se lo sente ripetere spesso. Dopo aver scritto per anni di musica in un blog, sperando diventasse il suo lavoro, si sposta su Facebook e accompagna i post con qualche selfie. Quando nella sua vita entra Instagram, è sufficiente uno scatto rubato ed equivocato perché inizino a pioverle addosso migliaia di follower, insieme a un lavoro nuovo. Si ritrova a sponsorizzare cibo. Cibo di strada, cibo surgelato, cibo spazzatura. Perché quello che Vittoria sa fare meglio da sempre è mangiare. Mangiare per riempire un'esistenza che le sfugge di mano. Mangiare per curare un dolore che arriva da lontano e che lei fa di tutto per non guardare. L'unica con cui si confida è Mina, una volta alla settimana. E proprio quando le si presenta l'occasione della vita – un lavoro vero, pagato bene e interessante –, la sua fame – di amore, di pizza, di follower – rischia di mandare tutto all'aria. Non è al momento raggiungibile esplora uno spazio nuovo in cui tutti siamo in qualche modo implicati: quello virtuale. Uno spazio che ha cambiato definitivamente il nostro modo di parlare, di guardarci e di guardare gli altri. Senza tuttavia dimenticarsi del corpo e del suo richiamo, talvolta crudele, alla realtà fisica del mondo. Valentina Farinaccio racconta la storia più contemporanea possibile, e lo fa nel modo più contemporaneo possibile, attraverso la ricerca di sé di una giovane donna con gli occhi bassi sullo schermo e una mano sempre occupata dal telefono. Bastano poche righe per essere catturati dalla voce di Vittoria, così trascinante, nitida, dolente, e così famelica di vita, nella speranza che quella vera possa essere all'altezza di quella immaginaria.




È il secondo libro che leggo della Farinaccio e, per la seconda volta, mi ha colpito favorevolmente. 

La storia, di un'attualità raccapricciante, è quella di Vittoria, donna affamata di social. 
La sua presenza nel mondo dei social network la travolge, in un primo momento inconsapevolmente, tanto da diventare un lavoro: le richieste  di sponsorizzazioni di cibo preconfezionato aumentano vertiginosamente. 

Così, alla dipendenza dal mondo virtuale, si aggiunge quella dal cibo. Vittoria mangia ciò che pubblicizza e il suo corpo incomincia a trasformarsi. Non si riconosce più e questa verità non va mostrata ai follower.
Occorre sparire da quelle foto perché Vittoria non vi si rispecchia più.
Questa fame di cibo è una risposta al passato e ora è il suo tormento presente. 

Al bisogno di riempire la solitudine invece, Vittoria risponde cibandosi di relazioni sbagliate. Cibo, social, relazioni affettive sono per lei la medicina ai suoi mali, ma in realtà non fanno che aumentare la sfiducia in sé stessa. 

Mi ingozzo senza fame di pizza e di persone


Alla sua lotta continua per avere certezze, per avere follower, per essere sicura che lo sguardo degli altri sia puntato su di lei, corrisponde l'abbuffarsi di cibo e di persone. 

La realtà che Vittoria presenta a chi la segue è una realtà deformata e la dicotomia essere/apparire diventa ancora più esplicita.

L'aspetto che più mi ha colpito è che questo romanzo  rappresenta una lente d'ingrandimento su fenomeni tanto attuali quanto sottovalutati; un freno al divenire vorticoso di una realtà artefatta, un'analisi del vuoto in cui si cade nel momento in cui non si è più raggiungibili.

È un romanzo che con la sua struttura stilistica così semplice, è altrettanto stimolante per i dibattiti che potrebbe generare.
Con la tecnica narrativa del flusso di coscienza la Farinaccio ci rende contenitori della voce interiore di Vittoria per poi porci dinanzi al quesito: siamo anche noi vittime come la protagonista o siamo spettatori che fomentano la fame di follower, di legami insani, di connessione alla rete? 

















2 commenti:

  1. Questo libro assolutamente lo leggerò. Da persona che con internet ci lavora (mi occupo di siti web, blog e e-commerce) questi temi sono sempre molto interessanti. In più li sento molto vicini perché proprio per una questione di stress da social ad un certo punto ho deciso di abbandonare completamente quel mondo per basare la mia presenza online solo sul mio blog (e in futuro su YouTube). Purtroppo con i ritmi che richiedeva Instagram e con la grandissima quantità di contenuti che voleva ogni giorno era diventato insostenibile e con altri social non è andata meglio. Quindi questo libro fa davvero al caso mio, grazie per averne parlato ❤️

    RispondiElimina