RECENSIONE 'UN PODCAST HA DECISO DI ROVINARMI LA VITA' DI AMY TINTERA - RIZZOLI
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| Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita * Amy Tintera * Rizzoli * pagg. 368 |
Lucy da ore spulcia ricette per preparare un "pollo di scuse" ed è anche convinta che a momenti il capo la chiamerà per darle il benservito; il pollo, invece, è per il fidanzato, al quale non ha mai detto di essere la principale sospettata per l'omicidio della sua migliore amica, avvenuto cinque anni prima. D'altra parte, chi poteva immaginare che il podcast true crime del momento, "Oltre la bugia", avrebbe proposto agli ascoltatori proprio il delitto irrisolto che la vede al centro di quei fatti? È bastato il primo episodio per strapparla dall'anonimato e rovinarle la vita. Ma la verità è che la sua vita si è rovinata la notte in cui Savvy è stata uccisa e Lucy è stata trovata in stato confusionale con il vestito sporco del sangue dell'amica. Nemmeno il fatto che la sua memoria sia andata in cortocircuito ha giocato a suo favore. Per questi motivi, seppur in mancanza di prove schiaccianti, gran parte degli abitanti della cittadina texana di Plumpton aveva dato per scontata la sua colpevolezza. A cinque anni da quella notte, Lucy è costretta a tornare nel posto dove aveva giurato di non mettere più piede, in un agosto che sembra diretta emanazione dell'inferno, per festeggiare gli ottant'anni dell'adorata nonna. Lì entra in collisione con l'odioso - ma sexy - podcaster Ben Owens, con una comunità ostile e con gli stessi affetti di sempre, ormai cambiati. Di fronte ai quali potrà solo contrapporre, nella sua ricerca della verità, l'arma più affilata di cui dispone: il suo irriducibile sarcasmo sul fondo del quale resta, tuttavia, il doloroso timore di scoprire che sono state le sue mani a far del male a Savvy.
Il libro ha catturato subito la mia attenzione con un titolo che sfrutta il boom dei podcast true crime: il suo richiamo irresistibile mi ha spinto a prenderlo in mano, mentre l'originale "Listen for the Lie" ("Ascolta la bugia") forse non avrebbe avuto lo stesso impatto su di me.
Il podcast true crime del momento, "Oltre la bugia" ha riaperto il caso irrisolto, catapultando Lucy dall'anonimato ai riflettori così da compromettere il suo futuro.
Già segnata da quella notte infernale - in cui fu trovata confusa con il vestito insanguinato e la memoria in blackout - Lucy torna nella texana Plumpton per gli ottant'anni della nonna. Lo scontro con chi è arroccato sulle proprie sicurezze è inevitabile: Lucy è colpevole. Armata solo del suo sarcasmo tagliente, intraprenderà una ricerca della verità, temendo di scoprire il mostro che forse nasconde dentro di sé.
Ho adorato l'alternanza tra il racconto in prima persona di Lucy e il format del podcast che rivanga l'omicidio irrisolto della sua amica Savvy.
I flashback emergono come sprazzi di memoria, illuminando un'amnesia traumatica che pesa come un macigno nella vita della protagonista.
Questi elementi aprono spiragli su un delitto chiuso per la legge, ma vivo nell'opinione pubblica e Ben, il podcaster smuove quel blocco emotivo.
Lucy è forte, caparbia nel voler scardinare le certezze della sua colpevolezza, ma anche spassosa, con un'ironia che alleggerisce un ritmo non incalzante, ma volutamente soft in certi passaggi. Il trauma l'ha resa resiliente, ma il movimento provocato da Ben le fa intravedere una vita libera se la verta emergerà, ma quale verità?
Lucy tra sarcasmo e sensi di colpa, diventa memorabile e autentica.
La verità non conta
Non leggevo un giallo da tempo, ma questo romanzo mi ha conquistata con le sue peculiarità, tensione psicologica e una riflessione che mi ha lasciata al termine della lettura: il potere dei media, salvezza o condanna di chi le storie le ha patite sulla propria pelle.




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