RECENSIONE 'PICCOLE COSE DA NULLA' DI CLAIRE KEEGAN - EINAUDI

14:00

Piccole cose da nulla * Claire Keegan * Einaudi * pagg. 104

 

Sono giorni che Bill Furlong gira per fattorie e villaggi con il camion carico di legna, torba e carbone. Nessuno vuole restare al freddo la settimana di Natale. Sotto la neve che continua a scendere, tutto va come sempre in quel pezzo d'Irlanda. Poi, nel cortile silenzioso di un convento, Bill fa un incontro che smuove la sua anima e i suoi ricordi. Lasciar correre, girarsi dall'altra parte, sarebbe la scelta più semplice, di certo la più comoda. Ma forse, per Bill Furlong, è arrivato il momento di ascoltare il proprio cuore. «Mentre proseguivano e incontravano altre persone che conosceva e non conosceva, si ritrovò a domandarsi che senso aveva essere vivi se non ci si aiutava l'uno con l'altro. Era possibile tirare avanti per anni, decenni, una vita intera senza avere per una volta il coraggio di andare contro le cose com'erano e continuare a dirsi cristiani, a guardarsi allo specchio?».





Nel XIX secolo in Inghilterra e Irlanda sorsero le Case Magdalene con l'obiettivo di riabilitare donne che avevano lavorato come prostitute. Nella maggior parte di questi però erano le ragazze adolescenti ad essere trattenute contro la loro volontà, obbligate da famiglie preoccupate di mantenere integro l'onore e la reputazione. Una volta accolte, le ragazze venivano impegnate in estenuanti lavori, come lavare il bucato a mano. Le case che però erano inizialmente concepite come ricoveri di breve durata, si trasformarono nel tempo in istituzioni a lungo termine. Le suore, a cui era affidata la dirigenza degli istituti, attuavano severe regole e duri provvedimenti atti a scoraggiare l'abbandono della casa. (cfr. Wikipedia).


Ciò che ci racconta la Keegan in questo breve romanzo, quasi un racconto, è proprio la scoperta di questa triste realtà da parte di Bill, un umile commerciante di carbone nella campagna irlandese degli anni '80.
La sua quotidianità, fatta di gesti semplici e abitudinari, viene sconvolta quando la consegna di una fornitura presso una di quelle case, lo porta a scoprire figure femminili fino allora rimaste invisibili. 
Un incontro che genererà una profonda crisi di coscienza, un interrogativo lo turberà: agire anche se il prezzo è alto? Una questione che trasformerà questo semplice uomo in un grande uomo anche per il semplice fatto che abbia permesso al dubbio di farsi strada in sé e non far andare avanti l'indifferenza. 


In questo racconto tutto parla. Anche i silenzi. 

La penna della Keegan stupisce narrandoci con semplicità una storia eticamente complessa, ma te ne accorgi solo dopo aver letto l'ultima pagina.
Ti rendi conto di non aver letto un semplice racconto natalizio, ma riflettendoci, un racconto di denuncia senza urla, proclami e agitazioni. È questo aspetto che apprezzo soprattutto nella scrittrice. Quel suo modo di ingannarti dolcemente, di porti davanti a un'illusione: leggere un racconto "soft" senza renderti conto che ti sta portano a spasso nelle vie dell'ingiustizia, della povertà e del degrado. 

Grazie a Monica Pareschi per la traduzione.







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