RECENSIONE NINFEE NERE

07:30

NINFEE NERE * Michele Bussi * E/O * 2016 * 394
 pagine

 


TRAMA 

A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L'indagine dell'ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l'artista avrebbe dipinto prima di morire).


RECENSIONE

🌟🌟🌟🌟🌟

Per il #bookswiffer del mese di ottobre, la mia amica @monicaperrotti ha scelto Ninfee nere di Bussi.

Ci troviamo in Normandia, a Giverny, dove ha vissuto il pittore Claude Monet.
La tranquillità del villaggio viene interrotta da una serie di omicidi.
Tutto ci verrà raccontato dai punti di vista di tre donne:
-Fanette, bambina di 11 anni;
-Stéphanie, la maestra del villaggio;
-la "strega" del villaggio che spia tutto e tutti dalla sua torre.
Con loro si interfaccerà l'ispettore Sérénac che condurrà le indagini per risolvere il giallo che girerà attorno ai quadri di Monet, in particolare ad uno: le Ninfee nere, quadro che il pittore avrebbe dipinto poco prima di morire.

Amo ascoltare le descrizioni degli esperti d'arte dinanzi ad un quadro: con la loro analisi tecnica, unita alla conoscenza storica dell'autore e del tempo in cui è vissuto, emergono aspetti interiori, intimi, sentimenti che hanno portato alla genesi dell'opera.

Può un romanzo, un thriller in questo caso, rappresentare, con la sua trama, la descrizione di un quadro? Sì! Per me Bussi lo ha fatto magistralmente. Ha saputo descrivere ogni particolare, ogni pennellata in maniera così viva e presente da sentirmi scossa e sconcertata, come pochi thriller hanno saputo fare, dinanzi al colpo di scena.
Durante la lettura sembrava di essermi persa, tra una pennellata e l'altra, nelle campagne attraversate dal ruscello del paese.
Mi sono smarrita, quasi estasiata.
Quasi.
C'era sangue che macchiava i miei pensieri.
I miei pensieri e il quadro in cui mi ero persa.


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